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Bivongi storia Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Bivongi,reggio calabria,storia

Piccolo centro collinare della Locride, Bivongi, il cui territorio ricade nel Parco Naturale Regionale delle Serre, custodisce molte vestigia del passato, tra cui la superba basilica bizantino-normanna di S. Giovanni Theresti (XI secolo).


Ubicato nella media Valle dello Stilaro, Bivongi è un piccolo centro collinare della Locride (270 m. s.l.m.) che si sviluppò in epoca medioevale nei pressi di Stilo, quando gli insediamenti costieri sullo Jonio si spopolarono per la malaria e per le incursioni barbaresche e la popolazione preferì insediarsi nell’entroterra. Molto incerta l’etimologia del toponimo: secondo alcuni il paese si sarebbe stato chiamato originariamente “Boubukes”, vale a dire terra dei buoi o, secondo altri, terra in cui si alleva il baco da seta (la bachicoltura, infatti, introdotta dai primi monaci bizantini, fu attività fiorente fino agli inizi del XX secolo); per altri ancora il toponimo indicherebbe “il luogo ove si tempera il ferro”, con riferimento alle ricche attività minerarie della zona. Nel 1094 il conte Ruggero donò Bivongi alla Certosa di Serra S. Bruno, la cui giurisdizione terminò nel corso del decennio francese (Murat, infatti, nel 1808 soppresse la diocesi serrese incorporandola in quella di Gerace). Come gli altri paesi della Vallata dello Stilaro, anche Bivongi sfruttò le risorse minerarie del suo sottosuolo (ricco di galena, molibdeno e calcopirite), alimentando il polo metallurgico del comprensorio fino alla metà del XX secolo. Bivongi (che ha dato i natali a uno dei più promettenti allievi del Solimena, Tommaso Martini, valente pittore settecentesco le cui opere impreziosiscono molte chiese della Calabria e dell’Italia centrale) è adagiato lungo un pendio del fondo valle del monte Consolino che, irto e maestoso, lo sovrasta, ed è circondato da verdi colline terrazzate, su cui prosperano l’ulivo e la vigna. Caratteristica la parte antica del borgo che, chiuso tra la montagna e il corso dello Stilaro, è stato costretto a svilupparsi in altezza. Strade ripide e tortuose sono fiancheggiate da case molto alte che, addossate le une alle altre, riservano scorci suggestivi là dove archi arditi uniscono edifici che si fronteggiano, opposti, sui lati della stessa via o il dedalo di angusti vicoli e viuzze all’improvviso si schiude in slarghi e piazzette di altri tempi. Rinomata l’enogastronomia, tra i cui prodotti merita una menzione particolare il D.O.C. “Bivongi”. Numerose, poi, le emergenze storico-culturali e paesaggistiche, tra cui si segnala, innanzitutto, la superba basilica bizantino-normanna di S. Giovanni Theresti (XI secolo), che divenne il più importante centro basiliano calabrese, con una grande biblioteca e un famoso “scriptorium”. Diverse, anche, le testimonianze di archeologia industriale: mulini, centrali elettriche, vecchie miniere, impianti termali dismessi, parte del grande Ecomuseo delle Ferriere e Fonderie di Calabria. Degno di nota anche il museo dell’arte e della civiltà contadina “A Lumera”. Si segnala, infine, l’area protetta del Parco Naturale Regionale delle Serre (nei cui confini Bivongi ricade), ove si può ammirare l’incantevole cascata del Marmarico che, con il suo salto di oltre 110 m., è tra le più alte d’Italia.



Categoria: Storia e tradizioni   ->  Storia dei luoghi
Situata a: Via Cesare Battisti  89040   Bivongi(RC)    Mappa

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