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Monastero di San Giovanni Theresti Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Monastero di San Giovanni Theresti, bivongi, reggio calabria

Il monastero greco-ortodosso di San Giovanni Theresti, fondato forse nell’XI secolo, è una delle più famose unità monumentali bizantino-normanne del Sud Italia. Oggi ristrutturato, è stato concesso alla Diocesi romeno-ortodossa d’Italia.


Situato a circa tre km. dall’abitato di Bivongi, a cavallo tra i corsi d’acqua Assi e Cellia, il monastero greco-ortodosso di San Giovanni Theresti (noto anche come San Giovanni Vecchio), fondato forse nell’XI secolo, è una delle più famose unità monumentali bizantino-normanne del Sud Italia. Legato alla figura di San Giovanni Theresti, anacoreta e taumaturgo vissuto forse nell’XI secolo, godette di grande importanza durante tutta l’epoca normanna. Per una miracolosa guarigione di Ruggero II ad opera del santo, i normanni fecero ricostruire, agli inizi del XII secolo, il convento e la chiesa, facendo assurgere il monastero a dignità archimandritale (cioè lo misero a capo dei monasteri vicini). Dell’antica costruzione rimane solo la chiesa con pianta a croce latina, navata allungata sormontata da una cupola, presbiterio rettangolare con absidi laterali prive di coro. Si tratta di un vero gioiello architettonico, in cui molti hanno notato una sincretismo tra motivi bizantini, normanni e islamici: l’impianto presbiterale mostra chiaramente un influsso nordico-benedettino, mentre la lunghezza dell’aula e la policromia dell’insieme, sia dal punto di vista strutturale che decorativo, sono tipici della tradizione bizantina; le valenze volumetriche mostrano, infine, una decisa influenza islamica. Le piccole absidi esterne e quella centrale, e poi la cupola dominante, che poggia su un tamburo decorato da 16 sottili colonne a mezzo tondo formanti archi, danno chiaramente l’impressione di una forte verticalità. Nell’interno, alla semplicità strutturale del corpo principale fa da contrappunto la complicata struttura della cupola; questa, delimitata da due file di denti di sega diviene, all’altezza delle quattro monofore che vi si aprono, ottagonale, per via di quattro piccole nicchie che smussano gli spigoli del cubo. Sul prisma di forma ottagonale s’innesta poi il cilindro ricoperto da una calotta ribassata. Le tracce di affreschi sulle pareti fanno supporre che l’intera struttura fosse decorata da pitture. Il monastero conservò prosperità fino al XV secolo, ma già una relazione di Atanasio Calckeopolus del 1457 evidenzia forti segni di decadenza e di abbandono. Nel 1579 la creazione dell’Ordine basiliano d’Italia diede nuova linfa al monastero, che divenne il più importante convento della Calabria, tuttavia nel 1662 la permanenza dei monaci nel monastero divenne impossibile a causa di una banda di briganti; i monaci si trasferirono a Stilo (dove furono portate le reliquie di San Giovanni e anche quelle dei santi monaci Nicola e Ambrogio) e il convento, abbandonato, cominciò il suo irreversibile declino. I restauri degli anni Settanta del XX secolo e, soprattutto, quelli degli anni Novanta, hanno fatto rinascere il monastero, presso cui nel 1995 si sono stabiliti monaci provenienti dal Monte Athos. Nel 2001 il monastero è stato visitato dal Bartolomeo I, Patriarca di Costantinopoli, e nel 2002 è stata ultimata la ricostruzione del “katholikon”. A causa di una disputa sorta all’interno dell’Arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta per il monastero di San Giovanni Theresti, esso è stato concesso in uso dal comune di Bivongi per 99 anni alla Diocesi romeno-ortodossa d’Italia.



Categoria: Architettura  ->  Stili architettonici
Situata a: Via Giacomo Matteotti  89040   Bivongi(RC)    Mappa

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