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ARTISTI PISANI: PITTORI, MARMORARI E SCALPELLINI. Dettaglio  
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Parole chiavi: ARTISTI PISANI PITTORI MARMORARI SCALPELLINI

Famiglia di artisti, l'arte tramandata dal nonno al nipote. Le doti presenti nel DNA...


Giuseppe Maria Pisani nacque a Serra San Bruno il 28 agosto 1851 da Domenico e Maria Francesca Barillari, Intraprese subito, da bambino, l’attività pittorica e fu avviato dai genitori ad apprendere i primi rudimenti del disegno presso Venanzio Pisani ((Serra San Bruno 1800-1878), fu pittore e scultore. Figlio di Stefano (1750-1843), valido ritrattista popolare, apprese l’arte dal padre, da cui ereditò principalmente l’abilità nel rendere pittoricamente le somiglianze.). A Napoli, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti, dove studiò pittura con Domenico Morelli. Sono degli anni Settanta i primi ritratti, intensi ed espressivi, eseguiti per alcune importanti famiglie calabresi. A metà degli anni Settanta la sua tecnica divenne più affinata: i suoi quadri si distinguono per l'impasto di colore degli incarnati e per i soggetti, quasi sempre presi dal popolo per documentare la vita del suo tempo. Nel 1877 aprì uno studio fotografico denominato "Il Genio" diventando uno dei pionieri della fotografia in Calabria. La sua attività di artista e di fotografo non gli impedì di coltivare anche le arti applicate: nel 1880 istituì, con l'ebanista Gabriele Regio, un "Opificio artistico", della cui attività l'unica opera certa è un sarcofago in legno realizzato per la congrega del Crocifisso di Monterosso Calabro. Nel 1882, conseguì l’abilitazione all'insegnamento negli istituti tecnici, normali e magistrali, presso il Real Istituto di Belle Arti di Napoli, che gli permise di dedicarsi ai molti operai del suo paese che potevano averne bisogno. Alla fine degli anni Ottanta, gli anni più vitali del dibattito sul realismo, si trovava a Napoli, dove continuò a dipingere, molti paesaggi e soprattutto ritratti fortemente veristi. Bambini e donne del popolo sembrano essere stati i suoi soggetti preferiti. A Serra San Bruno, intanto, si formò una vera e propria scuola che guardò a Giuseppe Maria Pisani come il “maestro”, perché aveva tentato di offrire ai tanti artisti e artigiani del paese una possibilità di riscatto sociale. Il decennio 1890 - 1900 fu molto fertile per le attività di Giuseppe Maria Pisani. Conseguito il diploma di architetto, intraprese la professione dedicandosi allo studio per gli interni d’abitazione. E' di questi anni la decorazione del palazzo dell'Arcivescovo Biagio Pisani (Serra, 1850 – 1918), in cui l'artista profuse tutto il suo ingegno e la sua abilità pittorica creando tempere murali in "trompe l'oeil". Negli anni '90 svolse l’ incarico di Priore della Regia Arciconfraternita di Maria Santissima dei Sette Dolori, riformandone lo statuto e prodigandosi a favore dei fratelli congregati. All'interno della confraternita, continuò nella sua vena artistica creando parati d'altare, paramenti sacri, oggetti di oreficeria e quadri a soggetto sacro. Nei primi anni del Novecento, si dedicò alla professione di architetto e solo sporadicamente a quella di pittore. Morì a Serra San Bruno il 23 luglio 1923. Giuseppe Maria Pisani II è nato a Serra San Bruno nel 1927. Formatosi sin da bambino presso le botteghe degli ultimi maestri serresi. Sull’esempio del nonno Giuseppe Maria Pisani (1851 – 1923) che ha influenzato notevolmente i suoi anni giovanili, anni in cui ha potuto affinare le tecniche del carboncino, della sanguigna e della matita, sulla base dei modelli della ritrattistica classica. La sua ricerca artistica giovanile si indirizzò presto verso lo studio delle tecniche artigiane più diffuse a Serra San Bruno, dove, sulla base delle conoscenze acquisite, realizzò, nel 1951, il progetto per la scalinata di Santa Maria del Bosco, eseguito in pietra granitica locale e, nel 1953, i disegni per l’artistica cancellata in ferro battuto del monumento ai caduti. Ma gli anni cinquanta, i suoi disegni, furono scanditi, pure, dalla scoperta dei temi sociali: riuscì a raccontare una Calabria fortemente caratterizzata dall’ethos popolare, dalla semplicità della vita quotidiana e dal lavoro, con particolare riferimento ad una infanzia precocemente esposta alle difficoltà della vita. Si fece notare, nel 1954, per la prima scultura realizzata in bronzo per la Certosa, una Madonna Immacolata, oggi collocata nel cortile del priorato e, soprattutto, nel 1958, per un bassorilievo, pure in bronzo, "Calvario di uomini", oggi collocato nel cimitero monumentale di Brescia, sulla tomba del cugino Costantino Penna. Alla fine degli anni cinquanta, Corrado Cagli visitò lo studio di Giuseppe Maria Pisani a Serra San Bruno, rimanendone colpito. La stima di Cagli e la successiva conoscenza di Mirko Basaldella influenzarono la sua ricerca estetica modificandone il verismo accademico giovanile e trasformandone la formazione in tono contemporaneo. La sua scultura fu tesa, negli anni sessanta, con l’operare una sintesi modulata, attraverso una sintassi sciolta, da forti scatti plastici nell’armonia di una meditazione estetica tutta personale. Una modellazione senza ripensamenti, ma caratterizzata dalle tante applicazioni di argilla sulla superficie scultorea gli consentì di giungere a nuova consapevolezza dei valori plastici, ottenuta attraverso la freschezza e la rapidità di tocco. In alcune opere Giuseppe Maria Pisani giunse addirittura all’astrazione geometrica, sul piano simbolico, nella percezione della figura umana, consapevole del valore evocativo della scultura. Le forme triangolari, che spesso costituiscono il leitmotiv oggettivo di molte opere, rappresentano, infatti, il sottile diaframma che separa la percezione astratta della figurazione dalla sua consistenza tipologica che ha spesso l’immediatezza del bozzetto. Giuseppe Maria Pisani è del ramo genuino della famiglia, che ha modellato ed intarsiato in marmi pregiati e in granito. Molte opere realizzate negli anni Settanta e Ottanta sono caratterizzate dalla freschezza della modellazione, impetuosa e frantumata, e dal gusto plastico della materia con cui ottiene espressività nell’interpretazione della figura umana. Altre importanti sculture sono il San Bruno, realizzato nel 1979 per l’altare maggiore della chiesa di Santa Chiara a Toronto, commissionato dalla comunità italiana in Canada e due bassorilievi in marmo raffiguranti "San Girolamo" e "Giovanni XXIII" scolpiti nel 1978 per la chiesa dell'Assunta di Serra San Bruno. Nel 1991 realizzò per il IX centenario della fondazione della Certosa calabrese, un bronzo alto quasi due metri, il monumento a San Bruno, oggi collocato nella piazza del municipio a Serra. Ancora nel 1993, scolpì per la tomba Calabretta del Cimitero di Serra San Bruno, una “Pietà” dalla concezione nuova: non l’iconografia tradizionale del Cristo tra le braccia della Madre, ma la Madonna che si fa Croce, prendendo su di sé i destini di una umanità sofferente, e avvolgendo, nel contempo, con il suo corpo etereo, il Figlio, come in un sudario. Nelle sculture di quest’ultimo periodo si accentua ancora di più il gioco dei piani nella dialettica luce – ombra, dialettica risolta, sul piano dei rapporti spaziali, con una spiccata corposità materica. Ed è, appunto, con la forte concretezza plastica che lo scultore riesce a cogliere l’universale attraverso il particolare, permettendo così l’appropriazione delle sottili trame psicologiche, filtrate attraverso la sensibilità sociale, che governano le sue figure. La continua ricerca della sintesi gli consente di esprimere appieno quel pathos di cui sono pervase le sculture e che filtra, al di là del fenomenico, attraverso le applicazioni dell’argilla nei passaggi spezzati della luce, dalle espressioni dei volti e dalla consistenza dei corpi. E’ così che lo scultore afferma la sua visione del mondo che lo spinge a meditare attraverso l’onda del ricordo quella tensione ideale che porta al progresso sociale, all’evoluzione che non deve mai prescindere dalle radici culturali della propria terra.



Categoria: Personaggi Calabresi  ->  Artisti
Situata a: SS182, Italia  89822   Serra San Bruno(VV)    Mappa

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