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Tempio Marafioti Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Tempio di Marasà,locri,reggio calabria

Sorto nel VI secolo a.C. proprio nel cuore dell’antica polis di Locri Epizefiri, il tempio dorico di “casa Marafioti” ha restituito importanti testimonianze archeologiche, tra cui l’eccezionale gruppo equestre conosciuto come ”Efebo Cavalcante”.


Sulla collina che domina la zona pianeggiante dell’antica Locri, proprio al centro della città, nel VI secolo a.C. venne edificato un tempio dorico oggi denominato  “Casa Marafioti” (dal nome dell’edifico settecentesco eretto in corrispondenza della fronte orientale). Sottoposto a una sistematica spoliazione per reimpiegare i blocchi di pietra con cui era fabbricato, l’edificio conservava ancora, alla fine del XVIII – inizi XIX secolo, alcune colonne (riportate in una coeva incisione). Quando Paolo Orsi iniziò le campagne di scavo in sito, della struttura non rimaneva più alcuna traccia visibile; tuttavia lo studioso poté identificare le trincee di fondazione grazie ai pochi blocchi calcarei rimasti in corrispondenza di due angoli della struttura. Gli scavi condotti poi dalla Soprintendenza della Calabria all’inizio degli anni Novanta del XX secolo hanno confermato il fatto che del tempio non rimangono che pochi blocchi e le impronte in negativo delle fondazioni. Difficile anche la ricostruzione della pianta: la struttura, relativamente lunga e stretta, era esastilo-periptera, misurava circa 20 x 40 metri e presentava un colonnato esterno, forse doppio sui lati brevi, con colonne doriche dotate di scanalature e capitelli in calcare. Si sono rinvenuti diversi frammenti di terrecotte architettoniche, a vivace policromia, aggiunte forse in seguito a un rifacimento del tetto, databile alla fine del V secolo circa. Sopravvivono parti dei capitelli e del fregio: la sima frontonale era decorata a palmette e fiori di loto, con protomi leonine mobili sui lati lunghi, mentre la cornice in calcare bianco aveva mutuli con triplice ordine di gocce e tra essi spiccava il melograno ora liscio ora a spicchi. Il tetto crollò, come hanno dimostrato le campagne di scavo, per un incendio delle pareti lignee, tra fine del III e gli inizi del II secolo a.C. Il tempio fu poi probabilmente restaurato e la sua frequentazione è databile almeno fino alla prima età imperiale. Durante gli scavi si è rinvenuto un gruppo fittile acroteriale di grande interesse, denominato “Efebo cavalcante”, che raffigura probabilmente un Dioscuro a cavallo sorretto da una sfinge. La statua, che ha un’altezza massima di m. 1,50, è il più famoso gruppo coroplastico del mondo di soggetto equestre e risale, verosimilmente, agli anni tra il 470 e il 460 a.C. (precedendo di circa mezzo secolo la realizzazione del gruppo equestre marmoreo di Marasà). Tutti i materiali rinvenuti e il magnifico gruppo acroteriale sono oggi custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Quanto alla dedica del tempio, si è supposto che la divinità titolare fosse Zeus, come sembrano testimoniare le tabelle bronzee dell’archivio del santuario di Zeus Olimpio, rinvenute in una teca di pietra posta 100 m. a valle dell’edificio, e anche un’iscrizione su cui era inciso “AINEASON SOTERI”, cioè “Onoriamo il Salvatore” (Zeus era venerato, infatti, come protettore della città) .



Categoria: Archeologia  ->  Scavi archeologici
Situata a:   89044   Locri(RC)    Mappa

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