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Teatro Greco-Romano Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Teatro greco-romano di Locri Epizefiri, portigliola, reggio calabria

Il teatro greco-romano di Locri Epizefiri (oggi in contrada Pirettina) fu costruito probabilmente intorno alla metà del IV secolo a.C., sfruttando la presenza di un pendio naturale. Modernizzato in epoca romana, aveva un a capienza di oltre 4.000 posti


Ubicato nel cuore della città, il teatro greco-romano di Locri Epizefiri (oggi in contrada Pirettina) fu costruito probabilmente intorno alla metà del IV secolo a.C., sfruttando la presenza di un pendio naturale della collina; l’edificio, contraddistinto da un’acustica eccezionale( come si può notare ancora oggi ascoltando l’eco che si avverte se ci si colloca nella parte centrale dell’orchestra), è inserito in una cornice paesaggistica altamente suggestiva, con ulivi digradanti verso il mare immersi in un silenzio solenne. L’incomparabile scenario naturale e la grandiosità della struttura si apprezzano maggiormente se si osserva il tutto dalla sommità della cavea. Scoperto da Arias nel 1940, e poi scavato da Jacopi e da De Franciscis nel corso degli anni Cinquanta, il teatro presenta un emiciclo diviso in sette cunei tramite piccole scale di accesso ed è recintato in basso da un ampio gradino a forma di parapetto costituito da blocchi calcarei squadrati. Grazie ai resti delle fondazioni si può evincere che l’edificio scenico, cioè lo spazio in cui si svolgeva la rappresentazione, era collocato a valle, di fronte alla concavità del teatro, e si articolava in uno spazio rettangolare per il palcoscenico, inquadrato da due ali e chiuso a valle dall’edificio del fondale (con due vani quadrati e uno rettangolare). L’ampia cavea, che aveva una capienza di più di 4000 spettatori, era formata da diversi ordini di gradini, dei quali non restano che poche file consunte dagli agenti atmosferici. L’orchestra (cioè il luogo in cui prendeva posto il coro nel corso della rappresentazione), costituita da un’area a ferro di cavallo in terra battuta, presenta di fronte alla scena un loculo sacrificale incassato, dalla cui base si diparte un condotto quadrangolare che aveva la funzione di convogliare le acque piovane o quelle utilizzate per scopi scenici (tale condotto era parte di un complesso sistema idrico destinato al drenaggio della struttura). Il teatro era collegato con il dromos e con la parte bassa della polis per mezzo di un’ampia arteria viaria. In epoca romana si rese necessario un adeguamento per modernizzare la struttura e adattarla al diverso tipo di spettacoli che doveva ospitare (le lotte gladiatorie e i combattimenti con le bestie feroci). Furono perciò eliminate le file più basse di gradini erigendo un alto muro semicircolare in blocchi calcarei destinato a proteggere gli spettatori durante i cruenti spettacoli. Furono anche predisposti incassi per le travi verticali che dovevano sostenere il “velum”, un ampio telone che potesse riparare gli spettatori dal sole. Molti i reperti rinvenuti, che facevano parte della decorazione dell'edificio, tra cui antefisse fittili policrome, frammenti di lastre lapidee con motivi decorati a rilievo (fiori di loto, meandri) e frammenti di fregi geometrici in stucco pertinenti alla fase romana. Più a valle, fuori dell'area del teatro, sono stati scoperti diversi pozzi sacri, contenenti frammenti di pinakes, statuette ed erme fittili, nonché resti di sacrifici animali.



Categoria: Archeologia  ->  Scavi archeologici
Situata a: c.da Pirettina  0   lLocri(RC)    Mappa

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