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Rocco Verduci Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Rocco Verduci, martire,Caraffa del Bianco

A Caraffa del Bianco, il 3 Agosto 1824,nacque Rocco Verduci uno dei “Cinque Martiri di Gerace”.


A Caraffa del Bianco, il 3 Agosto 1824,nacque Rocco Verduci uno dei “Cinque Martiri di Gerace”. Ii suoi genitori, Antonio e Maria Mezzatesta, appartenevano all’aristocrazia terriera attiva. Rocco, ricevette la prima istruzione dal pro zio, l’Arciprete Mezzatesta, per continuare poi gli studi nel seminario di Gerace, completando il Liceo nelle scuole dei Filippini a Reggio. Successivamente si trasferì a Napoli per iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza, dove iniziò a frequentare i circoli culturali clandestini e nel 1844 venne espulso come sovversivo. Giunto a Caraffa continuò con l’attività clandestina e la portò avanti fino allo scoppio dei moti rivoluzionari del 1847-48 per la liberazione del Regno delle Due Sicilie dal governo Borbonico. Guidò insieme a Gaetano Ruffo di Bovalino, Michele Bello di Siderno, Domenico Salvatori di Bianco e Pietro Mazzoni di Roccella Jonica, la rivolta del 2 settembre scoppiata nel distretto Jonico, al grido di W PIO IX, W L’ITALIA, W LA COSTITUZIONE. L’operazione andò a buon fine ed i rivoltosi proclamarono la Costituzione, issarono il tricolore e saccheggiarono gli archivi reali. Il 4 settembre a Bianco venne affisso il manifesto della rivoluzione sottoscritto da Bello e Verduci. Durante la rivolta i cinque rivoluzionari catturarono il Soprintendente di Gerace, famoso per la sua ferocia, al quale però non gli fu rivolta alcuna violenza. Ma una notte, mentre si rifugiavano in una grotta nel comune di Caulonia , furono traditi da un certo Nicola Ciccarelli e quindi arrestati. Fallito dunque il moto rivoluzionario con l’arresto dei capi della rivolta, venne il momento della resa dei conti. Il Soprintendente di Gerace, nella circostanza manifestò tutta la sua crudeltà, fece in modo che fossero processati in breve tempo, nella notte, in modo da evitare che sopraggiungesse la grazia sovrana. La tragedia si concluse verso le ore tre pomeridiane del 2 ottobre 1847 sulla Piana di Gerace, quaranta colpi di fucileria stroncarono la vita dei cinque giovani, colpevoli soltanto di aver lottato per la Costituzione.



Categoria: Personaggi Calabresi  ->  Altri grandi personaggi
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