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Artigianato di Gerace Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Artigianato di Gerace,GERACE,REGGIO CALABRIA

Città di grande tradizione figulina (ancora oggi, infatti, i manufatti ricalcano modelli di ispirazione magno-greca), Gerace fu anche un fiorente centro di produzione ceramica almeno dal XVI al XVIII secolo


Nell’articolato panorama delle sue tradizioni artigiane, Gerace conserva aree di eccellenza che affondano le loro radici in tempi molto antichi. Ancora oggi, infatti, la produzione figulina ricalca motivi formali e plastici di ascendenza magno-greca, realizzando caratteristici “pinakes” (le tavolette ex-voto recanti a bassorilievo scene mitologiche o di vita quotidiana che gli antichi locresi dedicavano alla dea infera Persefone), “bumbulelle” e “quartare” (giare destinate alla conservazione di alimenti). Il “Borgo” ospitava nelle sue grotte scavate nel tufo le botteghe e le officine dei maestri vasai (a Gerace detti “argagnari”): alcuni di essi utilizzavano il “giaramidìu”, un enorme forno a griglia in cui far seccare tegole e mattoni. In linea con la sua antica tradizione, anche in età moderna la cittadina produceva manufatti dalle forme più svariate, dalle grandi anfore alle piccole brocche: i “Capitoli” dell’Università di Gerace (risalenti al 1501) testimoniano, infatti, una significativa presenza di botteghe figuline. Nel primo quarto del XVII la cittadina diventava, inoltre, un centro di produzione ceramica di grande rilevanza (si conservano esemplari firmati di una delle fabbriche più famose, quella di Iacopo Cefali, in attività almeno dal 1617, presso cui lavorava come pittore Giuseppe Piraina di Nicastro, dotato di ragguardevoli capacità nella rappresentazione di figure dalle fisionomie molto spiccate, talvolta persino caricaturali). Molti dei ceramisti geracesi traevano poi ispirazione dai motivi ornamentali in uso nelle botteghe veneziane del XVI secolo: predominavano i disegni floreali nei toni del verde e del giallo; più tardi, nel ’700, fu privilegiato il chiaroscuro turchese (tradizione ripresa negli ultimi anni). I manufatti erano, in gran parte, esportati in Sicilia, ma anche a Napoli e in Spagna. Oggi, alcuni di essi possono essere ammirati presso il Museo Nazionale di Palermo e in collezioni private di famiglie partenopee. Una fiorente produzione ceramica durò fino a tutto il XVIII sec. Vi era, poi, anche un artigianato “minore” che, se anticamente contemplava diverse attività (lavorazione del ferro battuto, della pietra, del legno, del vimine, produzione di statue votive e di strumenti musicali, in particolare, della cosiddetta “lira” calabrese”), va ora scomparendo.



Categoria: Artigianato   ->  Antichi mestieri
Situata a: Piazza del Tocco  89040   Gerace(RC)    Mappa

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