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LE VALLJE Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: riti albanesi

Le vallje sono l’espressione folklorica di un popolo che non ha dimenticato la propria storia, le proprie radici.


In un giorno si ricorda la famosa battaglia che lo Skanderberg combattè contro l’esercito turco per difendere la cristianità e la libertà del popolo albanese. Oggi in tutte le comunità Arbëreshe della Calabria si ama rinnovare questo senso di appartenenza ad una etnia che da oltre mezzo millennio vive e opera nella nostra regione. Per cui la Vallja è uno degli appuntamenti più interessanti e significativi della tradizione e dell’etnia Arbëreshe. Un tempo si usava festeggiarla in tutti i paesi Arbëresh dalla domenica al martedì di Pasqua. In seguito alla visita pastorale effettuata nella comunità arbëreshe dal vescovo di Venosa, nel 1629, furono proibiti i balli che questi effettuavano nel giorno di Pasqua, perché secondo quest’ultimo, erano blasfemi. La suggestiva usanza che in effetti non ha mai avuto toni o significati scurrili costituisce ormai un incontro consueto per rievocare le gesta eroiche di Giorgio Castriota Skanderberg. Si vuole infatti che proprio il martedì di Pasqua del 24 aprile del 1467, l’eroe albanese ha riportato una decisiva ed importante vittoria sull’esercito turco. La Vallja, quindi, da un ricordo bellico è stata trasformata come occasione di raduno dei vari paesi appartenenti all’etnia così che, almeno per un giorno all’anno, ci si sente uniti e accomunati da lingua, usi e costumi da non dimenticare. La Vallja, è quindi una particolare danza cadenzata che viene eseguita cantando in coro da gruppi di donne e di uomini, nei sfarzosi costumi, che si dispongono in semicerchio e si tengono per mano o mediante fazzoletti. All’estremità si pongono due cavalieri con funzioni di guida e con mirabolanti ed improvvisi spostamenti avvolgenti (che ricordano gli schemi delle battaglie di Skanderberg) si “ imprigiona “ qualcuno del pubblico che paga poi il proprio riscatto con una generosa mescita. Quella degli Arbëresh, secondo il Tajani, sarebbe una Moreota o ballo alla moresca: ha però il carattere di un “ saluto di un mirallegro, cantato ad un personaggio alto locato o a due sposi novelli”. Altri studiosi lo ricollegano alla danza dedalica perché imitante con i suoi giri e rigiri, inestricabilmente tortuosi, il labirinto di Creta, da cui avrebbe avuto origine. E allora tutti sono d’accordo nell’affermare che le Vallje vennero stabilite o meglio “istituzionalizzate” per mantenere vivo , nel corso degli anni, il ricordo del paese natìo abbandonato dopo la morte di Skanderberg. Ecco perché la Vallja per gli Arbëresh non rappresenta solo un motivo folklorico ed una rievocazione storica, ma anche il significato di una rivendicazione culturale e di giustizia sociale; un’identità etnica ed una dichiarazione di esistenza. La vallja, quindi, è un affascinante accostamento tra passato e presente vissuto in prima persona dalle popolazioni Arbëreshe consapevoli della loro identità. A San Benedetto Ullano la manifestazione viene organizzata dalla Pro loco e dalle Associazioni Culturali “Ullania” e “Shkëndija” con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e dell’ Amministrazione Provinciale. Si svolge nel pomeriggio della prima domenica del mese di Maggio, in onore dei festeggiamenti della Madonna del Buon Consiglio e vede la partecipazione dei gruppi folk delle diverse comunità arbëreshe.



Categoria: Storia e tradizioni   ->  Riti e usanze calabresi
Situata a: Corso Corsini  87040   San Benedetto Ullano(CS)    Mappa

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