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Santuario di Persefone Dettaglio  
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Periodo storico: 1908
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Santuario di Persefone ,locri,reggio calabria

Ai piedi del colle della Mannella, era il piccolo edificio sacro (un thesaurós) che Paolo Orsi ha interpretato come Santuario di Persefone: i numerosi depositi votivi nei pressi hanno restituito migliaia di reperti, tra i famosi pinakes in terracotta


Definito da Diodoro Siculo “il più famoso tra i santuari dell’Italia Meridionale”, quello dedicato a Persefone è uno dei luoghi di culto di maggiore importanza dell’Occidente greco per la ricchezza dei depositi votivi che hanno restituito migliaia di reperti sia di importazione che di produzione locale. Situato proprio ai piedi del colle della Mannella su una sorta di stretta e lunga terrazza sostenuta da un muro di contenimento realizzato con blocchi di arenaria, il santuario fu identificato ed esplorato dall’archeologo Paolo Orsi tra il 1908 e il 1912. Nell’area sacra non insisteva un tempio monumentale ma un piccolo edificio, munito di una fossa quadrata sotto il pavimento, risalente forse nella seconda metà del V secolo a.C.; la struttura, interpretabile come thesaurós, cioè come tempietto per offerte di particolare valore, aveva nelle vicinanze diversi depositi votivi che si sono rivelati tra i più interessanti e ricchi del mondo magno-greco. Orsi identificò il piccolo edificio sacro con il celebre santuario di Persefone, ma molti archeologi dubitano di tale identificazione ritenendo che l’edificio sia solo un sacello suburbano che, pur essendo dedicato a Persefone, regina degli Inferi, non avrebbe avuto rapporti con il tempio principale. Dai depositi votivi sono venuti alla luce innumerevoli reperti, quali statuette e rilievi di terracotta, ceramiche figurate, monili e ornamenti personali, anche in metalli preziosi, armi e vasi bronzei, arnesi da lavoro, monete, specchi, avori, e diversi altri oggetti in rame e in oro, tutti di età compresa tra l’VIII e il III secolo a.C. Di eccezionale interesse i famosi rilievi in terracotta denominati pinakes, cioè delle tavolette votive che, con le loro raffigurazioni a bassorilievo, rappresentano una delle più importanti testimonianze dei culti pertinenti alla religiosità magno-greca. Prodotti tramite matrici in migliaia di esemplari e donati come ex voto alla regina dei morti, forse nell’ambito di riti di passaggio delle fanciulle in prossimità delle nozze, raffigurano, nella maggior parte dei casi, il rapimento della fanciulla Persefone, figlia della dea della fecondità, da parte di Ade, dio dell'oltretomba, ma vi sono anche rappresentazioni relative ad Afrodite. Diversi pinakes raffigurano poi atti legati ai riti o scene di nozze, come la preparazione della fanciulla che si appresta al matrimonio



Categoria: Architettura  ->  Particolari di strutture
Situata a: Via Garibaldi  89044   Locri(RC)    Mappa

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