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Tempio di Marasà Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Tempio di Marasà,locri,reggio calabria

Il più imponente tra i templi locresi è quello rinvenuto a Marasà, denominato anche “Santuario dei Dioscuri”. Tra i pochi templi di ordine ionico della Magna Grecia, ha restituito eccezionali gruppi marmorei, oggi custoditi nel museo di Reggio Calabria


In contrada Marasà, poco oltre la cortina muraria, si trovano i resti di quello che era il più imponente tra i templi di Locri Epizefiri, il cosiddetto “Santuario dei Dioscuri”. Le campagne di scavo hanno individuato diverse fasi costruttive: nel VII secolo a.C. vi era, infatti, una piccola cella rettangolare e solo verso la metà del VI venne poi aggiunto il colonnato di una stoà, probabilmente per offrire riparo ai fedeli. Per il muro di fondo del portico, oggi messo in luce per la lunghezza di 14 metri, venne utilizzata la cortina muraria (in età ellenistica tale portico fu poi, probabilmente, demolito). All’incirca nel 450 a.C. il vecchio edificio fu poi soppiantato da uno nuovo e molto più esteso, di ordine ionico (uno dei pochi della Magna Grecia), che aveva 7 colonne sui lati corti e 17 su quelli lunghi. Tali colonne, alte quasi 12 m., davano all’edificio uno slancio e un’eleganza affatto diversi rispetto alla poderosa robustezza dei templi dorici. Gran parte del basamento, realizzato in blocchi di calcare, era ancora visibile nel XIX secolo, ma fu oggetto di una sistematica spoliazione finalizzata al riutilizzo dei materiali; del tempio non rimangono oggi che pochi resti, tra cui la parte occidentale della piattaforma, un blocco di colonna con la base e frammenti di capitelli. Discretamente conservato, invece, l’altare del V secolo a.C., lungo quasi 13 m., con gradini di accesso aggiunti successivamente; l’altare è ubicato 16 m. a est rispetto al santuario, proprio in mezzo al “temenos” (recinto sacro) in cui si celebravano i sacrifici e le cerimonie. Nell’area del santuario furono rinvenuti anche due eccezionali gruppi equestri frontonali in marmo che rappresentano i Dioscuri mentre scendono dai loro cavalli (sorretti da un tritone), forse per intervenire nella battaglia della Sagra, nella quale Locri sconfisse la città di Crotone. Tali statue, più tarde del tempio, furono realizzate in marmo pario da un artista locale intorno al 425 a.C. e sono oggi custodite presso il Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria. Di grande bellezza anche un’altra statua in marmo scoperta in loco e raffigurante forse Nike (vittoria alata); con molta probabilità decorava il frontone orientale, anche se nell’attuale ricostruzione al Museo Nazionale di Reggio Calabria essa è posta in mezzo ai Dioscuri. Sul frontone occidentale era forse collocata un’altra statua femminile di minori dimensioni, di cui si è rinvenuto soltanto un piede. Non si sa con certezza a quale divinità il tempio fosse consacrato; alcuni studiosi hanno ipotizzato i Dioscuri, ma si è pensato anche a Zeus, Persefone o Afrodite. Quest’ultima supposizione ha trovato sempre maggiore credito in tempi recenti, sulla base della presunta appartenenza a questo santuario del celebre “Trono Ludovisi”, che raffigura scene relative al mito e al culto della dea dell’amore.



Categoria: Archeologia  ->  Scavi archeologici
Situata a:   89044   Locri(RC)    Mappa

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