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Il Santuario di Demetra Dettaglio  
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Periodo storico: 0000
Tipologia: Testo
Parole chiavi: Il santuario di Demetra, locri, reggio calabria

In contrada Parapezza si è rinvenuto un Tesmophorion, cioè un santuario dedicato a Demetra Thesmophòros, protettrice delle leggi. Attivo tra VI e III secolo a.C., vi si celebravano annualmente le Tesmoforie, una festa cui partecipavano solo le donne


In contrada Parapezza, all’esterno della cinta muraria in direzione Nord-Est, dapprima i saggi di scavo condotti da Paolo Orsi nel 1890, poi le campagne avviate dalla Soprintendenza sin dal 1989 hanno portato alla luce un santuario di Demetra, dea del grano e madre di Persefone (la fanciulla rapita da Ade e poi divenuta regina del regno infero). Nel 1990 il rinvenimento di un’iscrizione ha permesso l’identificazione del santuario locrese con un “Thesmophorion”: esso era cioè dedicato a Demetra Thesmophòros (“portatrice delle leggi” per la sua funzione civilizzatrice) e vi si celebravano le Tesmoforie, una festa autunnale cui partecipavano solo le donne per rievocare, nel corso di rituali che duravano tre giorni, il rapimento di Persefone sino al felice ricongiungimento con la madre, almeno durante la stagione primaverile ed estiva. La frequentazione del santuario è pertinente a un periodo compreso tra il VI e la fine del III secolo a.C. Il “temenos” (cioè il recinto sacro) fu costruito all’incirca nella II metà del VI secolo; tangente alla cinta muraria, occupava un’area di m. 50 x 80; in esso si aprivano fosse votive, all’interno delle quali si è rinvenuta soprattutto ceramica miniaturistica, in particolare piccole coppe a due anse (kotylai) usate per le libagioni, impilate con cura le une sulle altre. Orsi rinvenne ben 12.000 di questi vasetti, che furono poi inviati al Museo Nazionale di Napoli, dove sono tuttora custoditi. All’inizio del V secolo a.C. venne poi edificato un sacello, piccolo edificio di culto costituito dalla sola cella, e l’altare fu ubicato all’esterno, davanti all’ingresso. A Nord del sacello venne, infine, costruita una lunga stoà. Nella seconda metà del IV secolo a.C. il santuario di Demetra venne rinnovato attraverso una ricostruzione degli edifici già presenti e l’erezione di nuove strutture. Venne infine realizzato un piccolo recinto, comprensivo di altare. Tra quest’ultimo e il recinto venne infine realizzata una grande stipe circolare e ad ovest del sacello si pose, a una quota sopraelevata, un lastricato in ciottoli e uno spazio sacrificale su cui si apriva un pozzo sacro, il “megaron”, nel quale, secondo una consuetudine tipica delle Tesmoforie, dei maialini venivano lasciati in putrefazione per un anno per poi essere recuperati durante la festa dell’anno successivo



Categoria: Archeologia  ->  Scavi archeologici
Situata a: contrada Parapezza  89044   Locri(RC)    Mappa

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